Quando si lavora con un allievo per lungo tempo, ci sono momenti in cui i numeri smettono di essere semplici numeri. Il percorso di Titus Bittner è uno di questi.
Titus ha iniziato ad allenarsi con me circa due anni e mezzo fa, con una forte passione per gli scacchi e una chiara volontà di migliorare. Fin dall’inizio è stato evidente che il vero obiettivo non sarebbe stato semplicemente aumentare il rating, ma costruire un metodo di lavoro solido, basato su disciplina, consapevolezza e responsabilità personale.
Nel corso di questi due anni e mezzo, la sua crescita è stata costante e mai casuale. Un elemento chiave del percorso è stata la disciplina nel lavoro quotidiano: salvare sistematicamente le proprie partite, analizzarle con attenzione, individuare gli errori ricorrenti e trasformarli in materiale di studio. Questo processo, spesso sottovalutato, è stato uno dei pilastri fondamentali del suo miglioramento.

Accanto all’analisi delle partite, Titus ha lavorato con continuità sull’esercizio pratico: allenamento del calcolo, studio delle strutture di pedoni, miglioramento del processo decisionale e sviluppo di un repertorio d’apertura coerente con il suo stile. Ma un altro aspetto determinante è stata la sua capacità di andare oltre il percorso di allenamento, cercando risorse aggiuntive, approfondendo autonomamente e mantenendo una mentalità attiva e curiosa verso lo studio.
Un momento particolarmente significativo di questo cammino è stato l’incontro di persona a Lagos, in Portogallo, dove Titus vive. Io sono di Catania, e dopo tanto lavoro svolto a distanza è stato davvero speciale poterlo conoscere dal vivo. Trascorrere del tempo con lui e incontrare la sua famiglia è stata un’esperienza molto bella, che ha rafforzato ulteriormente il lato umano del nostro rapporto. Sono momenti che ricordano come, dietro la scacchiera, ci siano sempre persone, storie e valori condivisi.
Il risultato di questo lavoro strutturato è oggi evidente: Titus si è avvicinato alla soglia dei 2200 punti Elo, un traguardo che rappresenta non solo un livello di forza elevato, ma soprattutto una maturità scacchistica consolidata.
Ciò che rende questo risultato particolarmente significativo non è tanto la velocità del progresso, nonostante sia notevole, quanto la sua solidità . Ogni incremento di rating è stato accompagnato da una reale crescita nel gioco, senza scorciatoie. Questo è il tipo di miglioramento che resiste nel tempo.

Per me, come allenatore, seguire il percorso di Titus è stato estremamente gratificante. È la dimostrazione concreta di quanto disciplina, lavoro costante e autonomia nello studio siano elementi imprescindibili per raggiungere risultati importanti. Il cammino non è certo finito, ma la direzione è chiara: i 2200 Elo non sono un punto d’arrivo, bensì una tappa naturale di un percorso costruito con metodo e passione.

